Celestino Farotto è il nipote del più celebre zio Celeste, che gli insegna il mestiere accogliendolo giovanissimo nella sua bottega di Milano. Non è un caso dunque che i primi lavori di Celestino siano simili, se non identici, a quelli dello zio. Solo dopo la morte di quest’ultimo nel 1928 Celestino inizia a sviluppare uno stile più morbido, pur continuando ad imitare lo zio fino almeno agli anni ’40. Dopodiché Celestino si avvicina al gusto milanese dei suoi colleghi che come lui gravitavano intorno alla bottega dei Bisiach. Tuttavia, Farotto colleziona diverse medaglie nella sua carriera, tra cui l’argento per il Violoncello nella mostra Cremonese del ’49. Questo violino è un ottimo esemplare del suo periodo migliore, che conserva ancora la decorazione nera nello smusso della testa. Originale in tutte le sue parti, lo strumento è ben conservato ed è accompagnato da certificato.